Modern Rome-Campo Vaccino; Joseph Mallord William Turner (British, 1775 - 1851); England; 1839; Oil on canvas; 91.8 x 122.6 cm (36 1/8 x 48 1/4 in.); 2011.6
Modern Rome-Campo Vaccino; Joseph Mallord William Turner (British, 1775 – 1851); England; 1839; Oil on canvas; 91.8 x 122.6 cm (36 1/8 x 48 1/4 in.); 2011.6

Roma, 14 marzo 2016.

Rari documenti d’archivio, dipinti, incisioni, sculture e inediti reperti archeologici per narrare le trasformazioni urbanistiche del Campidoglio, cuore religioso e civile di Roma antica, da dove William Turner dipinse Modern Rome. Campo Vaccino , eccezionalmente in prestito dal Getty Museum, e per la prima volta esposto a Roma.

Nessun luogo a Roma, forse, raccoglie in sé un insieme di suggestioni, storie e leggende pari al Campidoglio. Uno degli artisti più celebri ad averne subito il fascino fu William Turner che nel 1839, circa 10 anni dopo il suo ultimo viaggio a Roma, dipinse “Modern Rome – Campo Vaccino” rappresentando la città eterna immersa in un velo di memoria, tra chiese barocche e antiche rovine che si dissolvono in una luce crescente generata dal tramonto. Un’opera di grande suggestione che sarà esposta per la prima volta a Roma grazie ad un importante prestito del Getty Museum e che sarà il punto di partenza della mostra “ Campidoglio. Mito, memoria, archeologia ” ospitata dai Musei Capitolini dal 1 marzo al 19 giugno 2016.

L’esposizione, promossa da R o m a Capitale-Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con l’organizzazione e i servizi museali di Zètema Progetto Cultura , è curata da Alberto Danti e Claudio Parisi Presicce. Per raccontare le trasformazioni del tessuto urbano del Colle, accanto all’opera di Turner saranno esposti tre plastici del Campidoglio, recentemente recuperati e poco noti al grande pubblico, un ricco apparato scientifico-documentario e diverse opere precedenti e contemporanee a quella di Turner che raccontano la suggestione poetica suscitata dal Campidoglio fino all’inizio del XIX secolo: basti citare le bellissime vedute di Giovan Battista Piranesi e Filippo Juvarra.

Partendo così dalla visione mitica e romantica (sezione 1) si esaminerà il percorso storicourbanistico del Campidoglio (in particolare del versante sud) che dalla fine del Settecento ai nostri giorni è profondamente mutato, fino a divenire sede dell’amministrazione capitolina. Attraverso documenti d’archivio e opere conservate essenzialmente presso le collezioni capitoline, nella sezione successiva si analizzerà il periodo in cui i Caffarelli, dalla fine del Cinquecento, occuparono la sommità del colle con il loro palazzo. Qui verrà esposta anche una selezione di affreschi delle prime fasi edilizie del palazzo (sezione 2). Quindi si approfondirà il periodo in cui i Prussiani si stabilirono in Campidoglio ampliando le loro proprietà con nuovi edifici come l’Istituto Archeologico e l’Ospedale Teutonico (sezione 3). A seguire si illustreranno i cambiamenti successivi alla proclamazione di Roma Capitale d’Italia nel 1870 e l’epoca del Governatorato, caratterizzata dalle demolizioni attuate per riportare alla luce la mitica Rupe Tarpea (sezione 4 e 5). Una sezione, infine, sarà dedicata alla più recente storia degli scavi del tempio di Giove Capitolino avviati con regolarità dal 1865 e alle opere scultoree emerse durante gli sventramenti lungo il margine di Via della Consolazione, per concludere con gli inediti risultati emersi dalle indagini che hanno rimesso in luce il numeroso materiale (terrecotte architettoniche e frammenti di scultura fittile) attribuibile alla fase arcaica e medio repubblicana dell’antico Capitolium (sezione 6). Sono previsti percorsi didattici e laboratori per scuole e pubblico.

CAMPIDOGLIO. MITO, MEMORIA, ARCHEOLOGIA 1 marzo – 19 giugno 2016 Musei Capitolini. Roma. Ufficio stampa Zetema Progetto Cultura: Giusi Alessio e Gabriella Gnetti.

Pubblicato da Félix José Hernández.

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