Firenze, 24 ottobre 2015.

«La Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti, in linea con l’Esposizione universale che si tiene a Milano e che ha per tema “Nutrire il pianeta, Energia per la vita”, dedica un evento al pittore lombardo Arturo Tosi ed alla rappresentazione dei frutti della terra in pittura: immagini che, attraverso la vista, riescono ad alimentare i bisogni della mente mediante quel sentimento della natura continuamente presente in ognuno di noi.» (Simonella Condemi, Direttrice della Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti, Firenze).

La mostra espone infatti una serie di dipinti raffiguranti nature morte, dove protagonisti sono frutti ed ortaggi. Ma per comprendere il linguaggio artistico e il profondo senso poetico che contraddistinguono le opere di questo maestro del secolo scorso è stato deciso di presentarle vicine ad analoghi soggetti conservati nelle collezioni del museo e dipinti da artisti che con Tosi intrattennero un profondo legame di amicizia sia sotto il profilo professionale che umano: Filippo de Pisis (Ferrara 1896 – Milano 1956), Felice Carena (Cumiana 1879 – Venezia 1966), Felice Casorati (Novara 1886 – Torino 1963), Gianni Vagnetti (Firenze 1899 – 1956), Daphne Casorati Maugham (Londra 1897 – Torino 1982), Ardengo Soffici (Rignano sull’Arno 1879 – Forte dei Marmi 1964), Ottone Rosai (Firenze 1895 – Ivrea 1957), Carlo Carrà (Quargnento 1881 – Milano 1966), Alberto Salietti (Ravenna 1892 – Chiavari 1961).

Di origine lombarde, nato a Bustarsizio nel 1871, l’artista fu uno dei sostenitori negli anni Venti del secolo scorso del movimento artistico Novecento che, dopo le sperimentazioni delle avanguardie in particolare futuriste, ammoniva gli artisti ad un ritorno all’ordine che facesse riferimento all’antichità classica, oltre alla purezza delle forme e all’armonia nelle composizioni. Ognuno degli artisti esposti in questa mostra con Tosi, ebbero come lui chiare influenze da questo movimento anche se, per diversa sensibilità, le declinarono in modo personale.

Il nucleo dei dipinti di Tosi in mostra appartiene agli eredi dell’artista e si data in un arco di tempo che va dagli anni Trenta al 1956, anno della sua morte. Tosi non datava infatti le sue opere ed è difficile tentare di farlo ricercandovi uno sviluppo stilistico, poiché, come sottolinea Maddalena Paola Winspeare la sua pittura «più che lo svolgimento di un’idea, è un progressivo affinarsi del sentimento». Inoltre le sue nature morte, diversamente da quelle di grandi amici, come de Pisis, e colleghi presenti in mostra sembrano composte di solo colore che si fa materia cromatica, stesa a impressione con grande libertà e con resa sempre diversa. Per tale motivo seppure con tutti questi artisti strinse relazioni di stima ed amicizia, solo con de Pisis, grazie anche alle affinità nell’espressione artistica, l’amicizia sconfinò nella complicità testimoniata nella natura morta di de Pisis in mostra, che riporta l’entusiastica scritta, da cui il titolo del dipinto, W Tosi.

Comunque la memoria di Arturo Tosi abita le sale della Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti già dal 1926, anno dell’acquisizione da parte della Commissione di un suo paesaggio, Le messe, alla Biennale veneziana, mentre l’ultimo ingresso di una sua opera nelle collezioni dei musei statali fiorentini è stato il 2014 con la donazione dell’Autoritratto alla Galleria degli Uffizi, che apre questa mostra.

Possiamo affermare, usando le parole di Paola Grifoni che «la riflessione sulle collezioni del secolo scorso della Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti, culminata con la mostra Luci sul ‘900, dedicata al centenario del museo nel 2014, prosegue anche quest’anno, in omaggio al tema Expo, con la mostra I frutti della terra che vede protagonista Arturo Tosi» affiancato da colleghi di grande valore, ma che riconoscevano in lui il grande maestro della bella pittura italiana, attribuendogli così «quel ruolo centrale nell’ambito delle poetiche figurative novecentesche italiane per il quale viene ricevuto come uno dei massimi esponenti» (Simonella Condemi).

La mostra, come il catalogo edito da Sillabe, è a cura di Simonella Condemi e Maddalena Winspeare ed è promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo con il Segretariato regionale del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del turismo della Toscana, la Ex Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze, la Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti, Sillabe e Firenze Musei.

I frutti della terra: Arturo Tosi e altri alla Galleria d’Arte moderna di Palazzo Pitti. Fino al 08-11-2015. Enti promotori : Segretariato Regionale del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo della Toscana; Ex Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze la Galleria d’arte moderna, Palazzo Pitti, Firenze. Ideazione: Simonella Condemi, Maddalena Paola Winspeare. Progettazione: Mauro Linari. Direzione della mostra: Simonella Condemi. Segreteria: Cinzia Nenci.

Félix José Hernández.

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