Le colpe dei padri

alejandro

Roma, 12 marzo 2016.

Un libro su quello che siamo e quello che avremmo potuto essere. Una storia sul passato che ritorna e sulle lezioni che non abbiamo imparato.

Guido Marchisio, torinese, 46 anni, è un uomo arrivato. Dirigente di una multinazionale, appoggiato dai vertici, compagno di una donna molto più giovane e bellissima: la sua è una vita in continua ascesa. Fino al 26 ottobre 2011, una data che crea una frattura tra ciò che Guido è stato e quello che non potrà mai più essere. Quella mattina, infatti, un incontro non previsto insinua in lui il dubbio: possibile che esista da qualche parte un suo sosia, un gemello dimenticato, un suo doppio misterioso e sfuggente? Giorno dopo giorno, il dubbio diventa ossessione e l’esistenza dell’ingegner Marchisio inizia, prima piano poi sempre più velocemente, a percorrere la stessa rovinosa china della sua azienda e della sua città. Di tutte le sicurezze costruite col tempo, non rimane più nulla: il suo ruolo di freddo tagliatore di teste, di manager di successo, la sua figura di uomo affascinante, tutto, per colpa di quel sospetto, sembra scivolare via da lui, come se accompagnasse l’emorragia che lentamente svuota l’industria italiana. Andare a fondo significherà per Guido affacciarsi all’orlo di un baratro e accettare l’inaccettabile.Nessuno come Alessandro Perissinotto sa fondere sentimenti personali e conflitti social in una storia grande che lascia il segno.

Alessandro Perissinotto nasce a Torino nel 1964. Alla narrativa approda nel 1997 con il romanzo poliziesco L’anno che uccisero Rosetta (Sellerio), storia di un’indagine condotta negli anni ’60 in un remoto paese delle alpi piemontesi, al quale fa seguito, nel 2000, La canzone di Colombano (Sellerio – Premio Fedeli), un “noir” ambientato tra Val di Susa e Delfinato all’inizio del Cinquecento. Treno 8017 (Sellerio 2003) è ancora una storia con delitto che prende le mosse da un fatto vero, la morte di oltre cinquecento persone in un incidente ferroviario del 1944, un incidente poco noto e mai chiarito.

Nel 2004 pubblica per Rizzoli Al mio giudice (Premio Grinzane Cavour 2005 per la Narrativa Italiana, Premio via Po 2005, Premio Chianti 2005-2006), un noir epistolare che porta alla luce le criminali spericolatezze della finanza on-line. Del 2006 è Una piccola storia ignobile (Rizzoli – Premio Camaiore), un’indagine nella banalità del male condotta da una psicologa, Anna Pavesi che usa la sua conoscenza dell’animo umano come altri detective usano i mezzi della polizia scientifica. E Anna Pavesi torna anche in L’ultima notte bianca, ambientato nella Torino olimpica, tra la gente esclusa dalla grande festa.

Nel 2008 la riflessione sul poliziesco si sviluppa anche in forma saggistica con La società dell’indagine (Bompiani), mentre la sua produzione narrativa si arricchisce con il terzo volume della saga di Anna Pavesi: L’orchestra del Titanic (Rizzoli). Conclusa la trilogia dedicata ad Anna Pavesi, decide di andare oltre il poliziesco per giungere a un romanzo che, pur conservando i ritmi del noir, si svincoli dagli schematismi dell’indagine, un romanzo di sempllice e dolorosa denuncia. Nasce così Per vendetta (Rizzoli 2009), una storia d’amore e di follia, ambientato in un’Argentina che non ha ancora sanato le ferite lasciate aperte dalla dittatura.

L’itinerario nel romanzo sociale prosegue con Semina il vento (PIEMME 2011, premio Selezione Bancarella 2012, Premio Fenice Europa 2012), con Le colpe dei padri (PIEMME 2013, secondo classificato al premio Strega 2013, Premio Sila 2013, Premio Peradotto 2013) e con Coordinate d’oriente (PIEMME 2014, Premio Biella Letteratura e Industria 2015). I suoi romanzi sono stati tradotti in numerosi paesi europei e in Giappone. E’ editorialista per Il Mattino di Napoli e per La Stampa di Torino.

Le colpe dei padri. Alessandro Perissinotto. Edizioni Piemme Spa. Milano, 2013. Finalista Premio Strega 2013. ISBN: 978-88-566-2536-3

Félix José Hernández.

Hispanista revivido.