Arthur Duff, Rope, 2010-2011, tubi al neon sagomati, MACRO
Arthur Duff, Rope, 2010-2011, tubi al neon sagomati, MACRO

Roma, 11 giugno 2016.

Carissima Ofelia,

Ieri ho avuto l’oportunità di visitare la bellissima mostra Segni, alfabeti, scritture.  Percorsi nell’arte contemporanea  attraverso la collezione Macro. Mi hanno offerto gentilmente questa documentazione che ti sto inviando con la presente.  Ti  prego di  inoltrarla agli amici che conoscono la lingua di Dante.

Dal 26 maggio al 2 novembre 2016 le Sale Collezione del MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma ospitano il terzo appuntamento del progetto OPERE DELLA COLLEZIONE MACRO (il ciclo di mostre che intende valorizzare la collezione permanente del museo) con la mostra Segni, alfabeti, scritture.  Percorsi nell’arte contemporanea  attraverso la collezione Macro , curata da Antonia Arconti e promossa da Roma Capitale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.

La mostra indaga il rapporto tra arti visive e scrittura, un legame che ha attraversato la storia dell’arte dell’ultimo secolo, a partire dalle avanguardie storiche, con i collages dei cubisti, le “parole in libertà” dei futuristi, le opere dadaiste, la pop art, la poesia visiva degli anni Settanta, fino all’arte concettuale del secondo Novecento. Attraverso una selezione di opere non figurative – in cui la scrittura può essere intesa sia in senso puramente gestuale e calligrafico, sia in senso concettuale, dove lettere e parole entrano a far parte di giochi linguistici e compositivi – la mostra propone varie declinazioni di questo rapporto in base alla scelta di alcuni maestri della collezione permanente del Museo, che comprende, come è noto, opere datate a partire dagli anni ’60 fino ad oggi. Avviene così che lettere e parole possono diventare pura immagine, elementi compositivi indipendenti dal significato, e che, viceversa, l’immagine creata dai segni impressi dall’artista sulla superficie dell’opera possa diventare a sua volta scrittura.

L’opera più antica in esposizione è  Superficie 572 , del 1955, di Giuseppe Capogrossi, proveniente dalla Galleria di Arte Moderna (GAM) di via Crispi, museo la cui collezione è in rapporto di continuità storica con il MACRO.  Nell’ambito della Collezione MACRO sono esposte in mostra opere di: Gastone Novelli, Achille Perilli, Antonio Sanfilippo, Bice Lazzari, Carla Accardi, Pietro Consagra, Gianfranco

Baruchello, Nicola De Maria, Domenico Bianchi, Vasco Bendini, Naoya Takahara, Maurizio Arcangeli, Claudio Adami, Luca Maria Patella, H. H. Lim, Claire Fontaine. Come di consueto, si inseriscono in mostra anche le opere facenti parte dei comodati d’uso in corso nel museo, considerate a tutti gli effetti parte della collezione. In questo caso specifico, grazie al comodato Unicredit, sono presentate le opere di Mocellin/Pellegrini, di Jean Marc Bustamante e di Maurizio Arcangeli. Infine, si segnala anche la presenza di prestiti esterni, che hanno permesso la presenza di due artisti che, in questo contesto, sembravano imprescindibili, Alighiero Boetti ed Emilio Isgrò.

Il catalogo della mostra, a cura di Antonia Arconti ed edito da Palombi Editori, prosegue il progetto editoriale che il MACRO sta dedicando alla collezione permanente, giunto già al terzo volume. Testi di Federica Pirani e Antonia Arconti.

MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma Sale Collezione, Via Nizza 138. Ufficio Stampa Zètema Progetto Cultura: Patrizia Morici.

Un grande abbraccio, dalla splendida Città Eterna,

Félix José Hernández.

 

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