SerpentiForm Arte, Gioielleria, Design a Roma

Roma, 8 marzo 2016.

Si inaugura a Palazzo Braschi una mostra dedicata alle molteplici forme creative che il serpente ha assunto nel mondo dell’arte, della gioielleria e del design.

L’omaggio di Bulgari a un segno millenario attraverso un percorso eclettico e suggestivo che si snoda dall’antichità ad oggi .

Il 10 marzo al Museo di Roma-Palazzo Braschi, aprirà al pubblico la mostra SerpentiForm, promossa da Roma Capitale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, ideata e realizzata da Bulgari con il supporto organizzativo di Zètema Progetto Cultura. La mostra è a cura di Lucia Boscaini, Bulgari Heritage Curator, e del Dipartimento Brand Heritage della Maison.
Emblema di seduzione, rinascita e trasformazione, il simbolo del serpente si intreccia da secoli con la storia dell’Umanità, catturandone l’immaginario a Oriente come a Occidente. Fin dall’antichità, la capacità dell’animale di rinnovarsi cambiando pelle, di rimanere in contatto con la terra e al tempo stesso elevarsi da essa, di avvolgersi sinuosamente o di sconfiggere minacciosi predatori ha alimentato miti e leggende ispirando la produzione artistica in molteplici campi.

Nell’antica Roma come anche in Africa, monili a forma di serpente venivano forgiati e indossati come portafortuna, così come in India e in Cina i poteri divini del rettile sono stati tradizionalmente associati ai concetti di creazione, fertilità e immortalità. Negli Anni Quaranta, Bulgari ha colto la forza espressiva di questo segno così suggestivo reinterpretandolo per la prima volta in gioielleria con flessuosi orologibracciale divenuti, decade dopo decade, icone della sua audace creatività. Rendendo omaggio a un motivo che ha contribuito ad incrementare la fama internazionale della Maison, con SerpentiForm al Museo di Roma-Palazzo Braschi Bulgari vuole narrare attraverso un’esperienza immaginifica e multisfaccettata come esso abbia ispirato anche molti protagonisti di spicco dell’arte contemporanea, del design, della moda, delle arti decorative e della fotografia.

I prestigiosi ambienti del Museo di Roma-Palazzo Braschi faranno da sfondo a un allestimento innovativo e multisensoriale che fonderà antico e moderno. Il Palazzo, progettato alla fine del Settecento dall’architetto Cosimo Morelli per papa Pio VI, che volle farne dono al nipote Luigi Braschi Onesti, è uno dei più significativi esempi del gusto neoclassico a Roma, magnificamente espresso nello scalone monumentale decorato con stucchi all’antica.
Sul solco delle iniziative promosse dalla Maison a supporto del patrimonio artistico e culturale della città, il sodalizio di Bulgari con il Museo di Roma-Palazzo Braschi prevede anche il finanziamento del nuovo allestimento illuminotecnico dello scalone monumentale del Museo, su progetto del celebre direttore della fotografia italiano Luca Bigazzi – vincitore per sette volte del David di Donatello e artefice di capolavori come La Grande bellezza di Paolo Sorrentino – che si avvarrà della sponsorizzazione tecnica di Viabizzuno. Con il supporto di Bulgari, si effettuerà anche il trasporto e il posizionamento nell’androne del Museo della carrozza storica appartenuta alla famiglia Chigi e oggi inserita tra le opere della collezione permanente della Sovrintendenza Capitolina.

Il percorso espositivo della mostra si articolerà attraverso gioielli antichi provenienti da Pompei e dal Museo Archeologico di Napoli, creazioni Serpenti dell’Archivio Storico di Bulgari, opere d’arte contemporanea, fotografie ed illustrazioni artistiche, abiti vintage, costumi teatrali e cinematografici, oggetti di design. Verranno così esplorate le molteplici sfaccettature di un motivo incredibilmente versatile e che si è prestato ad essere interpretato in chiave di volta in volta più realistica o stilizzata, enfatizzandone la potente valenza simbolica oppure quella squisitamente estetica della sinuosità e flessuosità.

L’ironia di Keith Haring, la colorata giocosità di Niki de Saint Phalle, le linee semplici e intense di Alexander Calder, gli specchi misteriosi di Mat Collishaw, l’astrattismo sognante di Paul Klee, l’eccentrico tricot oggettuale di Joana Vasconcelos, per citare solo alcuni degli artisti in mostra, animeranno l’ eclettico e multiforme allestimento mostrando quanto il serpente abbia saputo stimolare la creatività degli artisti valorizzando stili e modalità espressive tanto diversi fra loro. A queste opere si affiancheranno le immagini di fotografi illustri come Robert Mapplethorpe, Helmut Newton, Peter Hujar e Guido Mocafico, che hanno saputo magistralmente interpretare il serpente come simbolo di metamorfosi, seduzione o vanità.

L’allestimento si arricchirà di incantevoli abiti vintage dei maestri della moda italiana e di creazioni provenienti da prestigiosi archivi teatrali e cinematografici. Una sezione a parte sarà dedicata ai costumi di scena indossati da Elizabeth Taylor nel film Cleopatra del 1963, ad evocare ancora una volta il legame mistico del serpente con il potere e il fascino femminile.

Un excursus di magnifiche creazioni Serpenti Bulgari, dai primi modelli più stilizzati realizzati con la tecnica Tubogas fino a quelli più realistici con scaglie in oro o rivestite di smalti policromi completerà il percorso evidenziando quanto, ieri come oggi, il motivo del serpente continui ad evolversi e ad alimentare l’estro inesauribile della Maison e del panorama artistico contemporaneo.

Il 9 marzo, nel corso della conferenza stampa di apertura della mostra, verrà presentato anche il libro Serpenti in Art, un progetto editoriale di Bulgari pubblicato dalla casa editrice Canvas. Ideale complemento dei contenuti della mostra, Serpenti in Art propone un viaggio sulle orme del serpente nel mondo dell’arte moderna e contemporanea illustrato attraverso i ritratti degli artisti e immagini delle loro opere con un commento critico dello storico dell’arte Anthony Downey. Spaziando fra dipinti, sculture e oggetti di arredamento, i lavori di 32 artisti di fama mondiale esemplificheranno alcune delle infinite chiavi di lettura a cui il segno del serpente si è prestato dalla fine dell’ottocento ad oggi. Le creazioni Serpenti Bulgari, affiancate dai bozzetti originali molti dei quali pubblicati per la prima volta in questo libro, celebreranno il ruolo del serpente nell’arte della gioielleria e il legame indissolubile di Bulgari con questo motivo.

Il Sovrintendente Capitolino ai Beni Culturali, Claudio Parisi Presicce, ha dichiarato: “La mostra ideata da Bulgari e realizzata a Palazzo Braschi costituisce un esempio “prezioso”, per usare un termine più che appropriato in questo caso, che dimostra quanto proficua possa essere la collaborazione tra pubblico e privato di cui a beneficiare sono, in primo luogo, i cittadini. La mostra è incentrata su un segno che, fin dall’antichità, ha rappresentato un’icona di grande forza simbolica nell’immaginario collettivo e costituisce un nuovo contributo artistico su tale tematica. L’intervento, inoltre, ha consentito di realizzare il nuovo allestimento illuminotecnico dello scalone monumentale di Palazzo Braschi senza alcun costo a carico dell’Amministrazione”.

Jean-Christophe Babin, Amministratore Delegato di Bulgari, ha commentato: “SerpentiForm rappresenta un tributo ad un motivo ricco di suggestioni e profondamente legato alle radici GrecoRomane della Maison. La mostra è anche un’occasione per scoprire un dialogo proficuo e stimolante: espressione del senso estetico e delle tendenze di un’epoca, la gioielleria trae spesso ispirazione dall’arte poiché con essa condivide l’attenzione per il dettaglio e la tensione a plasmare la materia per conferirle una nuova forma e una nuova vita.”

SerpentiForm Un progetto di BVLGARI . Museo di Roma-Palazzo Braschi Sale espositive del secondo piano Ingresso da Piazza Navona, 2 e da Piazza San Pantaleo, 10. 10 marzo – 10 aprile 2016. Promotore Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali Servizi museali Zètema Progetto Cultura Sponsor Sistema Musei Civici Mastercard Priceless Rome Sponsor tecnico Viabizzuno.

Ufficio Stampa Bulgari Italia Maria Paola Traldi, Rosaria Rapali. Ufficio stampa Zetema Progetto Cultura Giusi Alessio.

Pubblicato da Félix José Hernández.

Hispanista revivido.